

I numeri della Bottega di Natale 2024
CONTRIBUTO ALLE COOPERATIVE SOCIALI 21.208,99
CALIMERO Casa Circondariale di Bergamo 3.118,06
RIGENERA Casa Circondariale di Cremona e Verbania 4.741,03
NORCIA Cooperativa della lenticchia 3.012,21
ALTROMERCATO Mercato Equo e Solidale 2.204,11
ARCOLAIO Casa Circondariale di Siracusa 1.651,50
APICOLTURA FAENTINA Il Miele di Paolo 2.352,00
COTTI IN FRAGRANZA Carcere minorile Malaspina di Palermo 1.493,40
LIBERA TERRA Terre Libere dalla Mafia 1.934,40
SCACCIO SOCIALE Cooperativa Solidarietà Palermo: 490,00
CONTRIBUTO PROGETTI ASSOCIAZIONE 8.128,41

RINGRAZIARE E' SEGNO DI SPERANZA
Ci siamo abituati lentamente a questa iniziativa che, se pur diventata ormai consuetudine, non è mai caduta nella monotonia e nella noia, trappole insidiose per le iniziative che si ripetono nel tempo.
Nuove idee, nuove cooperative, nuovi progetti, nuove sfide e soprattutto nuove persone, rendono questo angolo di paese sempre un "luogo" di prodotti buoni che fanno bene e soprattutto di relazioni genuine e disinteressate; un posto che nelle sue imperfezioni, genera solidarietà e speranza.
Se a questo punto state pensando alla bottega come a un paradiso di calore e di armonia siete decisamente fuori strada. La temperatura siderale (non abbiamo mai superato i 14°) ha messo a dura prova i volontari (userò il maschile universale per evitare le annose questioni di genere che preferirei lasciare disquisire ad altri). I doppi maglioni le doppie calze non hanno dato calore al pari dei liquori al cioccolato e alla liquirizia che invece avrebbero potuto garantire. Vogliamo parlare della scelta degli ordini oppure della disposizione dei prodotti? Oppure dell'arredo e della vetrina? Capitolo a parte meriterebbero i cesti in ordine stipati negli angoli più reconditi del retro bottega organizzati in modo impeccabile dalle pazienti signore agli ordini della "nostra commerciale" con una precisione gestionale di magazzino da fare invia ad Amazon. Nessun questionario di qualità di come ti sei trovato e se il confezionamento è stato di tuo gradimento ma, a giudicare delle tante persone che sono tornate più e più volte, possiamo dire che il feedback si conferma positivo. Beh insomma avete capito è un po' come assistere alle prove del coro dove succede di tutto perché è lì che tutto deve succedere e poi alla "prima" ci si dimentica delle fatiche o meglio diciamo che il gaudio e l'adrenalina ti aiutano a dimenticare il lavoro e si va in scena affrontando tutto con coraggio e determinazione per poi ricevere il meritato applauso. Ecco alla chiusura della bottega ci si sente un po' così con un pizzico di nostalgia ma con tanta gioia nel cuore solo che ad attenderti non trovi il pubblico che ti eleva una standing ovation bensì un immenso senso di gratitudine reciproca fra tutti coloro che hanno reso possibile questo "miracolo".
"Non tralasciamo di ringraziare: se siamo portatori di gratitudine, anche il mondo diventa migliore, magari anche solo di poco, ma è ciò che basta per trasmettergli un po' di speranza". Mi aggrappo a una citazione di Papa Francesco, appiglio sicuro e credibile quale testimone di fede e di speranza, per esprimere il sentimento di gratitudine vero e sincero che mi sento di esprimere verso tutti coloro (la parrocchia, l'oratorio, i volontari, i sostenitori, i collaboratori) che hanno reso possibile il ripetersi di questo evento ormai entrato nella routine natalizia nostrana.
Abbiamo bisogno di speranza e noi con questo sentimento di grazia cerchiamo di trasmettere un po' di speranza; ciascuno fa la sua parte là dove si trova, con il proprio talento, con la sua unicità e la sua originalità perché fare comunità è anche questo, essere uniti e legati nonostante le nostre preziose diversità. Nella nostra esistenza, più di una persona ci ha guardato con occhi puri, gratuitamente. Spesso si tratta di educatori, catechisti, persone che hanno svolto il loro ruolo oltre la misura richiesta dal dovere, che hanno fatto sorgere in noi la gratitudine e una di queste è stato per noi don Maurizio.
L'amicizia è dono prezioso di cui essere sempre grati e sperimentarlo anche attraverso queste piccole azioni di carità e di fiducia, non può che alimentare il piacere della condivisione e dello stare insieme per Qualcosa di più grande.
A tutti voi giunga il nostro più sincero augurio di Buon Natale e che il 2025 sia ricco di amicizia, di speranza e di gratitudine!
Antonio Lecchi
Amici di don Maurizio

QUANDO È IL MOMENTO GIUSTO PER FERMARCI
Come ogni anno mi ritrovo a presentare la Bottega di Natale cercando di non essere ripetitivo (lo sarò di sicuro) e soprattutto di non scadere in banalità scontate e allora a pochi giorni dall'inizio dell'Avvento mi imbatto così per caso (anche se il caso non esiste) in questo brano di Vangelo che mi aiuta a far luce sul perché dopo tanti anni tante persone proiettate in modalità bottega già da luglio, spendono il loro tempo per pensare, organizzare e gestire questa iniziativa di bene fatta di buone cose!
Mt 25,34-40
34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».
L'elenco che fa il Signore ai suoi ascoltatori comprende affamati, assetati, pellegrini, ignudi, infermi e carcerati. A distanza di duemila anni le categorie delle persone bisognose hanno solo cambiato il loro modo di esserlo e a volte più difficile da individuare.
Questa è l'umanità alla quale il Signore ci chiede di guardare. Ci chiede di guardare coloro che sono nel bisogno, coloro che sono mancanti di qualcosa che è nelle nostre possibilità poter donare. C'è un equilibrio da ristabilire, una giustizia da riparare.
Dobbiamo da "buoni cristiani" saper discernere quei momenti in cui è necessario abbandonare la linearità delle nostre vite per decidere di intrecciare il cammino di chi vive nel bisogno.
La differenza che passa tra l'uomo di Samaria dal sacerdote e dal levita che lo hanno preceduto sulla strada da Gerusalemme a Gerico (cf. Lc 10,25-37) sta nel fatto che l'uomo di Samaria decide di interrompere il proprio cammino e intrecciarlo con l'uomo bisognoso che ha visto sulla strada mentre gli altri due che lo "videro e passarono oltre dall'altra parte".
Grazie a questa iniziativa il Natale scorso abbiamo potuto intercettare un famiglia bisognosa della nostra comunità.
È stata una bella occasione per iniziare un cammino di vicinanza grazie alla Caritas.
L'uomo di Samaria ha compreso che l'istante in cui il suo sguardo ha incrociato quello dell'uomo attaccato dai briganti era proprio quel "quando", qual momento favorevole in cui doveva agire.
L'uomo di Samaria comprende che dopo aver incrociato il suo sguardo con l'uomo bisognoso il suo cuore non sarebbe stato più lo stesso, e che se avesse rinunciato ad aiutarlo avrebbe rinunciato anche a qualcosa di sé stesso: alla sua capacità di amare e provare compassione.
Gesù ci esorta a mantenere viva in noi la capacità di provare compassione per chi vive nel bisogno liberi dai condizionamenti e dai giudizi degli altri e tantomeno senza giudicare noi stessi le scelte degli altri, sapendo che tutte le volte che rinunceremo a tenere allenato il cuore, questo si indurirà.
Gesù ci chiede di saper riconoscere il suo volto in quello del bisognoso. Non abbiamo alibi per tirare dritto: anche se non incontreremo un affamato, accanto a noi potremmo trovare chi ha fame di una presenza silenziosa, sete di una parola di conforto, la necessità di essere vestito di un abbraccio. A noi la capacità di comprendere che è il momento giusto per fermarci e scegliere di avere compassione, non per la paura del giudizio, ma per onorare la nostra umanità.
Alla fine mi accorgo quanto è straordinario il Vangelo quando cerchi ispirazione se pur indegnamente interpretata per cercare di verbalizzare un pensiero molto più natalizio di quanto si possa pensare. Del resto se a Betlemme avessero avuto la certezza che fosse stato veramente il Salvatore a cercare un posto dove nascere sicuramente avrebbero fatto a gara ad ospitarlo in locande a 5 stelle! Ma lui si è accontentato di una stella con la coda certo ma pur sempre una e, una manica di disperati che l'ha saputo riconoscere.
Buon Avvento e Buon Natale!
Antonio Lecchi
Amici di don Maurizio



